Tino Schirinzi
Un mestiere costruito sull'acqua
Tino Schirinzi raccontato dall’unica persona che poteva farlo in questo modo: sua figlia.
Questo non è solo un libro su un attore.
È una ricerca sull’identità, attraverso il teatro.
Perché vale la pena leggerlo
- Perché racconta Schirinzi da un punto di vista impossibile da replicare: quello di una figlia che non ha mai potuto parlargli.
- Perché è una biografia cercata come un’indagine privata: archivi, ricordi, viaggi, testimonianze raccolte come prove, non come aneddoti.
- Perché mostra come nasce davvero un attore: non per talento, ma per ossessione, disciplina, rischio, lavoro quotidiano.
- Perché restituisce l’uomo dietro il personaggio: fragile, ironico, inquieto, capace di trasformare la vita in scena e la scena in vita.
- Perché contiene voci autentiche di chi ha lavorato con lui: registi, colleghi, compagni che lo hanno amato, odiato, cercato, temuto.
- Perché attraversa mezzo secolo di teatro italiano dall’interno, non “descritto”, ma vissuto, con le sue rivoluzioni estetiche e politiche.
- Perché studia un interprete irregolare senza mitizzarlo: lo mostra nel suo metodo, nelle sue contraddizioni, nelle sue cadute e nei suoi vertici.
- Perché non cerca nostalgia: cerca verità, anche quando è scomoda, e restituisce dignità a una voce rimasta troppo spesso in disparte.
- Perché parla a chi ama il teatro come mestiere, come ricerca, come identità: agli spettatori, agli studenti, agli attori, ai registi.
- Perché solo una figlia poteva raccontare così, senza retorica: non per celebrare un mito, ma per incontrare un padre attraverso un’arte che lui non ha mai smesso di servire.
SINOSSI DEL LIBRO
Un “guizzo elettrico” all’occorrenza, poetico in molte circostanze.
Tino Schirinzi è stato un protagonista di rilievo del grande teatro italiano, dagli anni sessanta ai primi anni novanta.
Aveva con la sua terra d’origine, la Puglia, un rapporto d’amore e odio. Come si ama una donna che non si potrà mai avere e da cui siamo costretti, nostro malgrado, a prendere le distanze. “È venùte o’ t’hanne mannate?”.
Il desiderio di recitare lo ha portato lontano ma, in ogni momento della sua vita, non ha perduto mai il legame con le voci, i suoni, gli odori della sua infanzia… sono stati la culla da cui attingere la sua arte, la sua genuina singolarità.
Nato da una tesi di laurea, questo libro rappresenta uno studio dettagliato ed esaustivo sul brillante e tortuoso percorso artistico di questo attore tarantino. Una occasione preziosa per ripercorrere, attraverso la vita esclusiva di un individuo, la storia del teatro negli ultimi decenni del Novecento, le vicende di un paese.
Il tutto intrecciato indissolubilmente a rappresentare la trama di un’esistenza.
Alla Munchenbach ha pubblicato questo libro nel 2017. La sua ricerca si sviluppa intorno alla scoperta fatta a 21 anni di essere la figlia del grande attore tarantino. Era l’autunno del 1994 e Tino era morto l’anno prima; i due non si sono mai incontrati e mai potranno farlo ormai.
Questa dettagliata e documentatissima opera è il frutto di una meticolosa ricerca, che ha portato l’autrice a realizzare una biografia appassionante e molto esaustiva con tutta la tenacia e l’amore di una figlia alla ricerca di un padre.
A questo libro si ispira lo spettacolo Tino Schirinzi – mio padre.